Mangiare Kosher

Ogni tanto ce ne andiamo al Ghetto a mangiare, perché la cucina giudaico romanesca è tra le migliori al mondo e l’atmosfera è unica e irripetibile. Stavolta ci siamo diretti da Su Ghetto, il fratello di Ba Ghetto in tutti i sensi, perché a gestirlo c’è proprio uno dei fratelli Dabush, il minore, dicono. Un nome, quello dei Dabush, che è una garanzia in fatto di ristorazione romana kosher. Da un ottimo carciofo alla Giudia si passa a un goloso tortino di aliciotti a una caponatina con carne stagionata croccante. Da non perdere le specialità di cucina mediorientale, come lo Shish Kebab e il cous cous con le polpette. Dolci di tradizione e ottimi vini israeliani. Si sta davvero bene in questo locale moderno, ma dalle fondamenta antichissime, sospesi e divisi tra eternità e contemporaneità, religiosità e mondanità. Siamo a Roma, del resto.

 

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Autarchia!

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Riprendiamo le trasmissioni con la celebrazione di un wine bar molto speciale: Sogno Autarchico, a via Properzio 23, nell’ex Forno Colapicchioni, accanto all’antagonista Sorpasso. Un posto davvero unico, un rifugio dall’omologazione enogastronomica e anche umana, dove ci si può sedere per un bicchiere oppure fermarsi più a lungo, a mangiare, degustare, meditare… sempre che si passi al vaglio di Gianni Ruggiero, l’autarchico e genovesissimo patron, che è talmente autarchico da decidere chi passa e chi no. Noi ce l’abbiamo fatta 🙂 e ci siamo divertiti parecchio! Tra una focaccia genovese e una focaccia con cipolle – se siete fortunati trovate anche quella di Recco, ribattezzata di Properzio da Gianni (giusto per giocare con la territorialità)-  si beve davvero bene: vini selezionati con il cuore da un grande sommelier, sempre lui Gianni. Ottimi salumi e formaggi e piatti che variano di giorno in giorno, come il baccalà con ceci e broccoletti e i gamberi su radicchio e cipolle rosse caramellate. Raccomandabilissimo!

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Cenare al mare di Roma

Scappare dalla calura cittadina romana in una serata infrasettimanale, per raggiungere Fregene (giusto mezz’ora di auto da Roma) e cenare con il mare all’orizzonte e la brezza marina che vi accarezza le chiome… è supergeniale e non c’è terrazza o dehors che tenga. Se riuscite a strapparvi una serata marinara, andate da Rosario all’Albos Club. Una “cabana” chic di legno tutto bianco protesa sulla spiaggia all’interno di uno stabilimento, dove il tempo scorre lieve.

Troverete un’accoglienza e un servizio professionali e sorridenti e una cucina sorprendente, quella di Rosario Malapena, che propone crudi deliziosi e piatti godibili e sensuali che cambiano giornalmente, in base al pescato, declinati in molteplici e convenienti menu degustazione, a partire da 35 euro (la degustazione di antipasti). Raccomandabilissimo il “menu fai te” di 4 portate a 55 euro.  Non perdetevi il piatto di crudi, ma neppure i gamberi rossi appena scottati con mela e foie gras 🙂

Di una bontà incommensurabile gli spaghetti con lupini e ricci di mare: indimenticabili, esplosivi, riconcilianti, terapeutici 🙂 Come potete constatare…                                                Si beve anche molto bene a onesti ricarichi. E si respira un’aria vacanziera

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Oui, j’adore le Clover Grill!

Voilà un indirizzo assolutamente da non perdere se siete o andate a Parigi. Noi lo abbiamo adorato, senza riserve. Si tratta di Clover Grill, la terza creatura di Jean François Piège. Un bistrot iper-chic interamente dedicato alle cotture alla brace e allo spiedo, specialmente della Carne con la maiuscola, ma anche di altre pietanze… decisamente inaspettate, quindi non ci sentiremmo di sconsigliarlo ai non carnivori, a patto che riescano a non scandalizzarsi alla vista delle carni strepitose in circolazione, mentre naturalmente lo raccomandiamo vivamente ai carnivori! Vi raccomandiamo anche almeno un giro di cocktail, perché qui si beve davvero bene, serviti peraltro dall’ammiccante nonché machissimo bartender (eccomi alle prese con Experience1).

La terrina di foie gras de canard grillé e pompelmo è deliziosa; semplicemente geniale “comme une pizza”, pizza soufflée cotta sulla brace con tonno rosso, chorizo, olive e rucola: personalmente la cambio volentieri con l’originale. Un capitolo a parte meritano le deliziose carni alla brace. Come il controfiletto di manzo nero del Baltico affinato al legno di faggio (wow!) o il filetto di manzo Prime Angus del Kansas (strawow!), servite con una fantastica salsa Bercy, oltre che la purea di patate. Anche se per me questa carne andrebbe mangiata al naturale.

Infine il dessert: fragole con Chantilly e brioche grilleé e l’incredibile, nonché indimenticabile, ananas allo spiedo con vaniglia, peperoncino e gelato alla citronella. Impossibile non innamorarsi di questo posto. Per l’atmosfera calda, il look elegante seppure semplice (meravigliosi i tavoli e il bancone in marmo), il servizio da ristorante di classe e la sofisticata informalità parigina che tanto ci piace 🙂

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Trattoria molto branchée

Da Cesare al Casaletto : la trattoria più alla moda di Roma. Trattoria è solo una categoria dello spirito, perché Cesare potrebbe essere definito a buon titolo un ristorante di cucina tradizionale romana, per lo stile e la cura del servizio, l’offerta del bere, dove si evince una notevole cultura e sensibilità enologica (con dei ricarichi incredibilmente onesti), nonché la cucina, rinnovata nel segno dei tempi. E poi qui c’è un’atmosfera autentica, con un dehors che fa credere di essere in un posto di campagna, anche se il centro della città non è lontano. Ecco perché non solo è sempre pieno di habitué, di cultori di cucina romana e di viaggiatori, ma è diventato anche meta di celebrities internazionali. Proprio a noi, sabato a pranzo, è capitato di mangiare accanto a Louis Garrel! Ebbene sì, mentre addentavo il succulento cervello fritto, una delizia che vi consiglio caldamente di provare, qualora diponibile, ho notato che il fascinoso attore francese si aggirava nel dehors. Tra una gustosa minestra di broccoli e arzilla, degli ottimi spaghetti con le vongole, e uno strepitoso baccalà alla romana, ci è sembrato che il tempo scorresse davvero troppo in fretta. Da ultimo, non posso fare a meno di pensare, che la presenza di Garrel, che si muoveva in giro per il locale, ha inevitabilmente alzato le quotazioni di Cesare.

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Yugoooooooooooooo

Lo confesso. Questa è una dichiarazione. Un vero colpo di fulmine per Yugo ristorante nonché cocktail bar al pianterreno del Roma Luxus Hotel. Siamo a Monti, in una Roma straordinaria, tra il Quirinale, i mercati di Traiano e i Fori, a contatto con un passato aureo, in un locale dal look ultramoderno dove si respira un’autentica atmosfera internazionale. Impossibile non venire conquistati dal design stiloso ma elegante nei toni del nero e dell’oro, dal servizio performante e dal piglio delle tostissime amazzoni della sala , dai cocktail d’autore (questa è davvero cucina liquida!), dall’evocativo menu creato da Anthony Genovese, ispirato alle molteplici cucine d’oriente. Una fusion geniale di tecniche e ingredienti che stimola i sensi e fa divertire. Non perdete i maki di pescato con sesamo e gel di limone, perfetti in abbinamento con un Winter’s coming e/o un Clemente cocktail.

Si prosegue con i bun al vapore con granchio croccante e salsa agrodolce: folgoranti! Golosissimi i dim con maiale, funghi misti, gamberi e teriyaki, ottimo il pollo, pack choi e arachidi, semplicemente delizioso il polpo laccato agli agrumi, patate, vaniglia e ‘nduja. E, a proposito di cocktail, abbiamo bissato con un Marguerite, servito con una fiala da “rabocco” immersa nel ghiaccio (chapeau!) e un “M” alla seconda.

Strepitose, anzi esplosive, le spuntature di maiale riso thai e tamarindo. Indimenticabili. Ci siamo lasciati un po’ di spazio per il dolce: crema bruciata al tè verde con gelato al pepe giapponese e zuppa di mandarino all’anice, crumble e spuma di caffè, deliziosi. Si va via con la voglia di tornare prima possibile, consapevoli che sono davvero pochi i locali dove si mangia e si beve così bene, peraltro offrendo la possibilità di assaggiare due menu degustazione a 40 e 60 euro con drink abbinati inclusi, nonché provare più piatti, visto che ci sono anche le mezze porzioni. Insomma, una grande libertà di movimento (c’è anche vino per chi proprio non riesce a farne a meno) che rende gioiosi, giocosi e leggeri.

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Crudo, ma non troppo

Crudista io? Impossibile. Chi mi conosce sa che non potrebbe mai accadere. Però sono una grande sostenitrice degli ingredienti freschi e delle cotture al vapore. E così ho deciso di provare Fiore crudo & vapore, un ristorante di cucina crudista ma fino a un certo punto. Già, perché, accanto alle proposte crudiste e vegane, c’è anche un capitolo dedicato ai piatti tradizionali e persino una selezione di salumi e formaggi… insomma, niente oltranzismi, qui si cerca di accontentare il cliente nei suoi poliedrici gusti e con i suoi multiformi e variegati accompagnatori. E ci si riesce.

Divertente, nonché gustosa, la parte crudista del pranzo: una tartare di avocado con ravanelli, uvetta e cracker di mandorla e i maki roll di verdure con zenzero sottaceto e funghi, belli e buoni. Il locale è spazioso e luminoso, anche se il look è eccessivamente essenziale, ai limiti dell’asetticità, diciamolo. Ed è inspiegabile la scelta delle tovagliette di carta! Però il cosciotto di pollo ruspante alle erbe con salsa alla cacciatora e insalata di puntarelle e patate (dalla sezione “cucina tradizionale”) riesce a distogliere l’attenzione dalle tovagliette. Delizioso il mio paniere al vapore, il Goloso: caldofreddo di “tonno di coniglio” con patate, finocchi, cavolfiore, con salsa verde e maionese light. Infine, inaspettatamente e sorprendentemente buoni i dolci, per cui non nutrivo molte speranze, golosa come sono 🙂 Invece mi sono dovuta ricredere, perché la dacquoise di nocciole con cremoso al cocco, pere speziate e salsa mou era molto godibile, così come il crudista semifreddo al cacao crudo con granella di pistacchi e salsa ai mirtilli rossi.

p.s. sappiate che oltre ai centrifugati, agli estratti, alle tisane e ai tè, c’è anche una soddisfacente carta dei vini 😉

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